

CINTHIA MARCELLE E TIAGO MATA MACHADO
sono artisti e registi che vivono e lavorano rispettivamente a San Paolo e a Belo Horizonte. Le loro opere sono state esposte in musei, biennali e istituzioni tra cui Gallerie d’Italia, Torino; Logan Center for the Arts, Chicago; Pinacoteca de São Paulo; MAXXI, Roma; Biennale Jogja, Yogyakarta, e Biennale de Lubumbashi (entrambe nel 2017); Biennale de l’Image en Mouvement, Geneva (2016); KIASMA, Helsinki; Istanbul Biennial (2013); New Museum Triennial, New York (2012); Rochester Art Center; Bienal de São Paulo (2010), tra le altre. Hanno lavorato insieme al lavoro che Marcelle ha presentato quando è stata invitata a rappresentare il Brasile alla Biennale Arte 2017, che ha ricevuto una menzione speciale.
Una famiglia siede tra ciò che resta della sua casa, i propri averi ammucchiati all’aperto, esposti, mentre le ruspe, instancabili e aggressive, smuovono tutt’attorno cumuli di materiale grezzo. Pochi minuti più tardi, alcuni membri di quella famiglia si allontanano trasportando sulla schiena i piccoli oggetti che sono in grado di portare con sé, mentre un operaio prepara il terreno su cui costruire un recinto di filo spinato. Il rumore costante dei treni merci fa da sfondo ossessivo al paesaggio meraviglioso, seppur depredato, ricordandoci che il denaro non dorme mai. Attraverso una serie di vignette allegoriche, Acumulação Primitiva osserva le conseguenze materiali del colonialismo e del capitalismo che ancora perdurano sulle persone e sull’ambiente, come esemplifica la scena in cui si osserva un uomo bianco trasportato da un uomo Nero, che procede ansimante e a fatica sulla ghiaia, mentre questa sdrucciola pericolosamente sotto i suoi piedi, in un tributo all’osservazione di Lev Tolstoj secondo la quale “il ricco farebbe di tutto per il povero, eccetto smettere di soggiogarlo.” L’opera presenta simultaneamente il passato e il presente di generazioni che sono state disumanizzate, espropriate ed espulse—se non addirittura cancellate—, rendendo omaggio a chi è sopravvissuto, a chi è testimone e resiste alla devastazione che forze economiche e politiche non cessano di imporre all’interno della loro esistenza. Acumulação Primitiva è il secondo capitolo della Trilogia do Capital (Trilogia del Capitale, 2021–in corso), un’analisi dei concetti economici, delle loro origini teologiche e della loro tendenza verso l’astrazione. La nozione marxista di “accumulazione primitiva” viene evocata in questa sede per visualizzare la relazione tra l’esproprio violento della terra, la mercificazione della forza lavoro e la struttura di classe razzializzata che sostiene la riproduzione del capitalismo fino ai nostri giorni. L’opera fa seguito al primo capitolo, Dívida (Debito, 2021), che illustrava il concetto di debito come macigno incombente su un’umanità che cerca, senza successo, di oltrepassare.