

ARI BENJAMIN MEYERS
è un artista che vive e lavora a Berlino. Si è formato come compositore e direttore d’orchestra a The Juilliard School, New York City (NY); Yale University, New Haven (CT), e The Peabody Institute presso la Johns Hopkins University, Baltimora (MD). Nel 2007, Meyers si è fatto notare nel contesto delle arti visive e performative come direttore musicale e conduttore della mostra collettiva Il Tempo del Postino (Manchester International Festival nel 2007, e Art Basel nel 2009). Da allora, le opere di Meyers sono state esposte a livello internazionale in istituzioni e festival tra cui Berliner Festspiele; Museum Abteiberg, Mönchengladbach; Festival d’Avignon; Hamburger Kunsthalle; Hamburger Bahnhof, Berlino; MAAT, Lisbona; Beaufort Triennial; V–A–C Foundation, Mosca; OGR, Torino; Museum of Contemporary Art Santa Barbara; Frac Franche-Comté, Besançon; Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Venezia; Liverpool Biennial; Nowy Teatr, Varsavia; Public Art Munich; Kunstinstituut Melly, Rotterdam; Sonic Somatic Festival, Firenze; Biennale de Lyon; e Lenbachhaus, Monaco. Le sue performance Unless e Forecast (LX23) they are currently on tour throughout Europe.
L’opera è incentrata sulla figura di Marshall Allen, rinomato musicista di free jazz e di jazz d’avanguardia, attuale leader del leggendario gruppo Sun Ra Arkestra di cui è membro fisso dal 1958. Per questo film, l’artista ha composto due partiture originali che ha chiesto ad Allen di interpretare, invitandolo a unirsi, attraverso la musica, a un’intima conversazione sulla spontaneità della creazione musicale, il rigore delle prove e la potenzialità della collaborazione. La telecamera mostra Allen mentre si cimenta con una melodia forse nostalgica nel privato della sua residenza di Philadelphia, l’Arkestral Institute of Sun Ra, che da oltre cinquant’anni è abitazione, sala prove e frontiera di esplorazione musicale per il gruppo. Alla vigilia del suo centesimo compleanno, Allen interpreta la composizione su un sassofono contralto e trasforma gli occasionali vuoti di memoria in spunti di improvvisazione, rivelando sia la fragilità dei suoi anni che la sua brillante virtuosità. Nel frattempo noi ci aggiriamo per la casa che, come un fitto palinsesto, mette in mostra la storia ricca e le attività eclettiche della Sun Ra Arkestra attraverso arredi scenici futuristici e immagini di antiche cosmologie. Unendo il genere documentaristico con quello speculativo, il film teletrasporta Allen su un palco, dove esegue una partitura evocativa con il suo Electronic Valve Instrument (EVI) sullo sfondo della cupola dello storico Fels Planetarium di Philadelphia. Nebulose spettacolari e simboli della sua vita—dal distintivo del reggimento razzialmente segregato dell’esercito USA di cui ha fatto parte, allo storico mosaico dedicato alla Sun Ra Arkestra nel parco cittadino di Vernon Park—si susseguono finché l’artista non scompare nel buio per trasformarsi in una costellazione. Attraverso il racconto di una storia musicale e visiva di trasformazione dalla dimensione terrena a quella soprannaturale, l’opera trascende il tempo e lo spazio e rende omaggio sia all’esistenza centenaria di Allen, vissuta attraverso la musica, che alla visione musicale rivoluzionaria e all’utopia politica di Sun Ra, che ha saputo vedere, nell’ignoto della sperimentazione sonora e nella vastità dell’universo la possibilità di un presente trasformato e di un futuro radicalmente diverso.