Ambientato a Cipro, l’isola del Mediterraneo orientale al centro di tensioni decennali tra le comunità locali greca e turca, The Watchman (2023) parte dalla storia politica di questo territorio tormentato e dalle storie personali dei suoi abitanti per sviluppare una riflessione più ampia sul riconoscimento dei confini e sulle dolorose conseguenze che esse producono negli ambiti della sovranità, dell’identità e della pace.
The Watchman è incentrato sulla figura di un soldato il cui lavoro consiste nel sorvegliare la frontiera della non riconosciuta Repubblica Turca di Cipro del Nord. Come molti altri lungo la linea di confine, trascorre i suoi lunghi e noiosi turni di notte appollaiato su una torre di vedetta in attesa del “nemico” che potrebbe arrivare o meno dalle colline della riconosciuta Repubblica di Cipro, sotto il dominio dei greci ciprioti. A volte, un pettirosso si schianta contro la finestra della torre di guardia, altre volte il cambio della guardia è tutto ciò che accade. Quando è fuori servizio, il soldato vaga mezzo addormentato nel paesaggio, in attesa che inizi il turno successivo. Le vie del villaggio rurale in cui cammina sono delimitate da cactus morenti, rovine di edifici abbandonati e per lo più svuotati di civili, a eccezione di un’anziana donna che lo invita a casa sua per riposare. Nelle notti sulla torre di guardia, mentre il soldato rimane immobile in attesa del “nemico”, lo spazio si scollega dal tempo. Il soldato si trova così intrappolato in una soglia fisica e metaforica dove i confini tra vigilanza e sonnolenza, realtà e immaginazione, vengono costantemente varcati finché le sue fantasie e i suoi sogni a occhi aperti non prendono il sopravvento scatenando eventi inaspettati.
Attraverso un approccio tipico della narrativa speculativa che ricorre spesso nella sua pratica cinematografica, Cherri ha scelto come interpreti due attori locali non professionisti con cui ha ricostruito i loro ricordi e le loro esperienze di solitudine, abbandono da parte dello stato e morte in tempo di guerra. L’identità e i sentimenti dell’uno spesso sfumano in quelli dell’altra, oltre a risuonare con le vicissitudini personali dell’artista. Cipro è stata infatti scelta per via degli storici rapporti di migrazione tra l’isola e il suo paese natale, il Libano, e per le similitudini geopolitiche tra Nicosia, capitale divisa di Cipro, e Beirut, che fu anch’essa divisa durante la Guerra civile libanese.
The Watchman continua l’indagine critica dell’artista relativa ai conflitti per il riconoscimento, all’eredità del trauma storico e al potenziale dell’immaginazione. Al contempo, Cherri delinea un’alternativa immaginaria a un presente ostile, in cui il significato di un compito ritenuto importante e rispettato dalla collettività inizia a dimostrarsi insostenibile. (Bianca Stoppani)