PROTOCOL 90/6
2018, video installazione site-specific, prodotto da In Between Art Film, commissionato da Manifesta 12


2018, video installazione site-specific, prodotto da In Between Art Film, commissionato da Manifesta 12
Nicolò Massazza (1973, Milano) e Iacopo Bedogni (1970, Sarzana) hanno iniziato a lavorare insieme nel 1999 sotto il nome d’arte MASBEDO.
Da un punto di vista contenutistico la loro ricerca affronta il tema dell’incomunicabilità, sia a livello relazionale di coppia che a livello di gruppo, nella società contemporanea, ossia in quella che paradossalmente viene identificata proprio come la società della comunicazione. Ciò ha condotto alla realizzazione di opere di sapore più intimistico e, viceversa, a opere dall’esito antropologico-sociale-politico. Da un punto di vista formale i Masbedo hanno un approccio estetico, per certi aspetti addirittura pittorico, nella realizzazione dei loro video e perseguono l’obiettivo di coinvolgere lo spettatore gestendo lo spazio creato dal video concependo l’immagine in movimento in modo installativo e immersivo. Il lavoro dei Masbedo è una sintesi di teatro, performance, spazio, architettura e video/cinema e la dimensione narrativa legata all’immagine in movimento trova nell’installazione video una sua spazializzazione.
Protocol No. 90/6 (2018) di MASBEDO è una videoinstallazione site-specific realizzata contemporaneamente al loro progetto Videomobile (2018), che ha esplorato l’importante rapporto tra Palermo e il cinema italiano, in occasione dell’edizione 2018 di Manifesta a Palermo. Concepito appositamente per la Sala delle Capriate dell’Archivio di Stato di Palermo, Protocol No. 90/6 è un omaggio alle vicissitudini del regista Vittorio De Seta. La video installazione è costituita da un’imponente tenda sospesa fatta di cavi e luci LED dove vediamo un pupo siciliano che si muove secondo i fili invisibili tirati dal maestro burattinaio Mimmo Cuticchio.
“Abbiamo pensato di lavorare all’immagine del pupo perché è la metafora dell’artista. L’artista è una persona che libera le cose anche quando è legato e controllato” — affermano i MASBEDO.
Durante la sua carriera, De Seta fu sospettato di sostenere segretamente dei gruppi sovversivi “comunisti” e fu quindi sottoposto alla sorveglianza delle autorità locali. La storia di De Seta è stata portata alla luce dai MASBEDO mentre lavoravano all’Archivio di Stato di Palermo, e grazie allo staff esperto dell’Archivio. I materiali erano contenuti in un’insolita cartella risalente al 1956, insieme a tanti altri dossier e reportage riguardanti artisti, registi, scrittori e giornalisti.
Il dossier di De Seta è diventato il simbolo di ciò che Protocol No. 90/6 intendeva comunicare, ed è stato quindi esposto all’ingresso della Sala delle Capriate — un luogo di assoluto mistero e silenzio dedicato alla conservazione di una memoria non organizzabile, un archivio strutturato secondo le regole casuali del tempo, che hanno trasformato migliaia di documenti non catalogati in strati di materia, fossili di carta, polvere e inchiostro.
Il pupo di legno è stato realizzato appositamente per questa video installazione dalla famiglia di Cuticchio.
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