THE LACK
2014, 76”, prodotto da In Between Art Film in associazione con Vivo Film


2014, 76”, prodotto da In Between Art Film in associazione con Vivo Film
Nicolò Massazza (1973, Milano) e Iacopo Bedogni (1970, Sarzana) hanno iniziato a lavorare insieme nel 1999 sotto il nome d’arte MASBEDO.
Da un punto di vista contenutistico la loro ricerca affronta il tema dell’incomunicabilità, sia a livello relazionale di coppia che a livello di gruppo, nella società contemporanea, ossia in quella che paradossalmente viene identificata proprio come la società della comunicazione. Ciò ha condotto alla realizzazione di opere di sapore più intimistico e, viceversa, a opere dall’esito antropologico-sociale-politico. Da un punto di vista formale i Masbedo hanno un approccio estetico, per certi aspetti addirittura pittorico, nella realizzazione dei loro video e perseguono l’obiettivo di coinvolgere lo spettatore gestendo lo spazio creato dal video concependo l’immagine in movimento in modo installativo e immersivo. Il lavoro dei Masbedo è una sintesi di teatro, performance, spazio, architettura e video/cinema e la dimensione narrativa legata all’immagine in movimento trova nell’installazione video una sua spazializzazione.
Il film di MASBEDO The Lack (2014) presenta sei protagoniste che individualmente cercano un significato per riempire il vuoto interiore delle loro vite. Interpretate da Lea Mornar (Eve), Xin Wang (Xiu), Giorgia Sinicorni (Anja), Ginevra Bulgari (Nour), Emanuela Villagrossi (Greta) e Cinzia Brugnola (Sarah), ognuna di queste donne è immersa in una natura singolare, silenziosa e primitiva; nient’altro appare, nessuno interrompe la loro solitudine.
Nella prima storia, Eve deve superare il dolore dell’abbandono e l’ossessione per l’amore che si trasforma in una lotta violenta, ma alla fine catartica. Xiu intraprende un viaggio simbolico e onirico nella seconda sezione, mentre nella terza Greta e Anja affrontano un difficile, ma necessario processo di distacco che alla fine si trasforma in possibilità di speranza, portata dalla giovane Nour. Nel capitolo finale, Sarah intraprende un viaggio interiore attraverso le visioni ricorrenti di cui fa esperienza durante una sessione di psicoanalisi su schermo. Ambientate al di fuori del tempo convenzionale, queste narrazioni simultanee si svolgono sullo sfondo di una natura ruggente, con i suoi paesaggi aspri che sono allo stesso tempo apocalittici e rigenerativi.
Il film è stato presentato nel 2014 nella sezione Giornate Degli Autori della 71esima Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia.
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