NEBULA

Una mostra con 8 nuove video installazioni commissionate e prodotte da Fondazione In Between Art Film in occasione della Biennale Arte 2024

17 aprile — 24 novembre 2024

Complesso dell’Ospedaletto, Venezia

con

Giorgio Andreotta Calò, Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme, Saodat Ismailova, Cinthia Marcelle e Tiago Mata Machado, Diego Marcon, Basir Mahmood, Ari Benjamin Meyers e Christian Nyampeta

a cura di

Alessandro Rabottini, Direttore artistico, Fondazione In Between Art Film
Leonardo Bigazzi, Curatore, Fondazione In Between Art Film

 

Orari di apertura

Nebula è aperta tutti i giorni tranne il martedì
Orario: 10-18 (ultimo ingresso alle 17:15)
Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione

Apertura speciale: 17-21 aprile 2024, 10-20 (ultimo ingresso alle 19:15)

Visite guidate

Visite guidate gratuite a cura del collettivo Oltreforma sono offerte al pubblico ogni secondo e quarto sabato del mese
Prima visita: 11:00 Seconda visita: 15:00
La capienza massima di ciascuna visita è di 12 persone
È possibile prenotarsi scrivendo a: tour@inbetweenartfilm.com

Come raggiungerci

Complesso dell’Ospedaletto si trova in Barbaria de le Tole, 6691, nell’area di Castello. Apri Google Maps.

Le fermate del vaporetto più vicine sono Rialto, San Zaccaria, e Ospedale. Consulta gli orari e le rotte.

Per informazioni

nebula@inbetweenartfilm.com
+39 346 3159425

Nebula sarà accompagnata da un simposio interdisciplinare
a cura di Bianca Stoppani, Editor, Fondazione In Between Art Film

in collaborazione con
Palazzo Grassi, Pinault Collection Venezia
presso il Teatrino di Palazzo Grassi
17–18.10.2024

Stampa italiana

LARA FACCO P&C
Lara Facco, lara@larafacco.com, +39 349 2529989
Claudia Santrolli, claudia@larafacco.com, +39 339 7041657

Stampa internazionale

SAM TALBOT
Matthew Brown, matthew@sam-talbot.com, +44 (0) 7989 446557

Immagini del Complesso dell’Ospedaletto di Giacomo Bianco

Nebula è una mostra collettiva a cura di Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi che presenta otto nuove video installazioni site-specific commissionate a Giorgio Andreotta Calò (1979, Italia), Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme (1983, Cipro/1983, USA), Saodat Ismailova (1981, Uzbekistan), Cinthia Marcelle e Tiago Mata Machado (1974, Brasile/1973, Brasile), Diego Marcon (1985, Italia), Basir Mahmood (1985, Pakistan/Paesi Bassi), Ari Benjamin Meyers (1972, USA) e Christian Nyampeta e prodotte da Fondazione In Between Art Film.

Nebula, che in latino significa “nuvola” o “nebbia”, è il secondo capitolo di una serie di mostre organizzate dalla Fondazione a Venezia e continua quell’esplorazione degli stati della visione e della percezione extra-visiva già iniziata nel 2022 con Penumbra. La Fondazione torna al Complesso dell’Ospedaletto e ne trasforma nuovamente gli spazi: il risultato è un’architettura sensoriale che ingloba la Chiesa di Santa Maria dei Derelitti, la sala affrescata della musica e l’antica farmacia, e che svela un’ala mai aperta al pubblico della casa di riposo moderna.

Nebula amplifica il dialogo narrativo e spaziale tra il medium della video installazione e l’architettura che la ospita. Le opere sono state appositamente commissionate per la mostra e concepite dagli artisti in stretta relazione strutturale, visiva e sonora con gli spazi del Complesso dell’Ospedaletto. Sviluppata nell’arco di due anni, Nebula conferma la metodologia della Fondazione che, attraverso progetti espositivi ambiziosi imperniati sulla commissione e produzione di opere di immagini in movimento, offre agli artisti supporto curatoriale e produttivo di lunga durata.

L’idea della mostra si ispira al fenomeno della nebbia come condizione materiale e metaforica in cui la possibilità di orientarsi tramite la vista si riduce, rendendo necessario attivare strumenti sensoriali diversi per conoscere la propria posizione e comprendere ciò che ci circonda. In questo contesto,
le opere di Nebula affrontano forme di frammentazione psicologica, socio-politica, tecnologica e storica, e suggeriscono modalità per navigare il nostro tempo presente, spesso attraversato da forze che, come la nebbia, appaiono immateriali e insormontabili. Gli artisti in mostra rivolgono così l’attenzione a quegli spazi interiori e individuali che si rendono necessari di fronte a eventi che condizionano i movimenti delle esistenze. Infine, ponendo al centro del progetto allestitivo la diffusione di immagini e suoni nello spazio, Nebula propone anche una riflessione sulla produzione continua e sulla distribuzione pervasiva di sollecitazioni visive, informazioni, speranze e paure.

Lo studio interdisciplinare 2050+, fondato da Ippolito Pestellini Laparelli, è stato nuovamente invitato a interpretare e spazializzare il progetto curatoriale attraverso la scenografia della mostra. I loro interventi di cesura e collegamento sinestetico tra le opere metteranno in scena situazioni visive, acustiche, tattili e mentali nebulose che a volte enfatizzano, altre volte celano, l’architettura originale.

Nebula sarà accompagnata da un programma di approfondimenti interdisciplinari curato da Bianca Stoppani, editor della Fondazione, e organizzato in collaborazione con Palazzo Grassi, Pinault Collection Venezia al Teatrino di Palazzo Grassi il 17–18 ottobre 2024. Il programma coinvolgerà gli artisti presenti in mostra ed espanderà il dibattito riguardo alle loro pratiche attraverso un fitto calendario di momenti discorsivi, proiezioni e contributi performativi.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

Basel Abbas (1983, Cipro) e Ruanne Abou-Rahme (1983, Stati Uniti) vivono e lavorano tra Ramallah e New York. Il loro lavoro è stato presentato in mostre personali presso istituzioni come Astrup Fearnley Museet, Oslo; Migros Museum of Contemporary Art, Zurigo; The Museum of Modern Art, New York; Centraal Museum, Utrecht; Kunstverein Hamburg; Tale of A Tub, Rotterdam; Krannert Art Museum, Champaign (IL); Protocinema a Alt Bomonti, Istanbul; ICA, Philadelphia; Office for Contemporary Art, Oslo; Jameel Art Center, Dubai; e Delfina Foundation, Londra. Le mostre collettive più importanti includono Sharjah Biennial (2023); Berlin Biennale (2022); The Mistake Room, Los Angeles; Seoul International Media Art Biennale (2016); Kunsthalle Wien; ICA, Londra; Darat al Funun, Amman; São Paulo Biennial (2014); Gwangju Biennale (2014); e Istanbul Biennial (2013). Sono stati selezionati per l’Open Society Foundations fellowship, New York, nel 2020–21, e sono stati artisti in residenza presso la Robert Rauschenberg Foundation, Captiva, nel 2023. Il loro progetto May amnesia never kiss us on the mouth (2020–), suddiviso in tre parti, è in visione su Artist Web Projects, un programma online di commissioni di Dia Art Foundation.

Giorgio Andreotta Calò (1979, Italia) ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Weißensee Kunsthochschule di Berlino. È stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov tra il 2001 e il 2007. Ha partecipato a programmi di residenza internazionali come la Rijksakademie di Amsterdam, Villa Arson a Nizza, e l’International Studio & Curatorial Program di New York. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive presso istituzioni come Oude Kerk, Amsterdam; e Pirelli HangarBicocca, Milano. È stato il vincitore di numerosi premi promossi dal Ministero della Cultura italiano tra cui il PAC – Piano per l’Arte Contemporanea (2021), l’Italian Council (2017), il Premio Italia Arte Contemporanea (2012). Ha partecipato alla Biennale Arte 2011 e ha rappresentato l’Italia alla Biennale Arte 2017. Vive e lavora a Venezia dove insegna scultura all’Accademia.

Saodat Ismailova (1981, Uzbekistan) è una regista e artista che vive e lavora tra Tashkent e Parigi. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali presso Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, Tourcoing; Eye Filmmuseum, Amsterdam; the Center for Contemporary Art Tashkent; Tromsø Kunstforening; The Kunstsammlungen & Museen Augsburg, tra le altre. Le opere di Ismailova sono state esposte anche in mostre collettive presso Haus der Kulturen der Welt, Berlino; Sharjah Biennal (2023); Para Site, Hong Kong; documenta fifteen, Kassel (2022); e Biennale Arte 2022 e 2013. I film di Ismailova sono parte delle collezioni di Stedelijk Museum, Amsterdam; Centre Pompidou, Parigi; Almaty Museum of Arts; FRAC Corsica; Thyssen-Bornemisza National Museum, Madrid, tra le altre. Nel 2022, è stata premiata con l’Eye Prize for Art and Film, Amsterdam. È l’iniziatrice del programma educativo CCA Lab e di Tashkent Film Encounters; ed è la fondatrice del gruppo di ricerca DAVRA, che si dedica allo studio, alla documentazione e alla diffusione della cultura e del sapere dell’Asia centrale.

Basir Mahmood (1985, Pakistan/Paesi Bassi) è un artista che vive e lavora tra Lahore e Amsterdam. Le sue opere sono state ampiamente esposte in istituzioni e mostre internazionali, tra cui Lahore Biennale (2020); Karachi Biennale (2019); Stedelijk Museum, Amsterdam; Berlin Biennale (2018); Contour Biennale, Mechelen (2017); Yinchuan Bienniale (2016); Sharjah Biennial (2013); e Palais de Tokyo, Parigi. Le opere di Mahmood sono state acquisite dalla Queensland Art Gallery, Brisbane; Centre national des arts plastiques; M HKA – Museum of Contemporary Art, Anversa; Stedelijk Museum, Amsterdam, tra le altre. Mahmood è un accademico che insegna e tiene conferenze presso importanti istituzioni artistiche e ha ricoperto il ruolo di curatore di VideoClub x IDFA allo Stedelijk Museum nel 2018.

Cinthia Marcelle (1974, Brasile) e Tiago Mata Machado (1973, Brasile) sono artisti e registi che vivono e lavorano rispettivamente a San Paolo e a Belo Horizonte. Le loro opere sono state esposte in musei, biennali e istituzioni tra cui Gallerie d’Italia, Torino; Logan Center for the Arts, Chicago; Pinacoteca de São Paulo; MAXXI, Roma; Biennale Jogja, Yogyakarta, e Biennale de Lubumbashi (entrambe nel 2017); Biennale de l’Image en Mouvement, Geneva (2016); KIASMA, Helsinki; Istanbul Biennial (2013); New Museum Triennial, New York (2012); Rochester Art Center; Bienal de São Paulo (2010), tra le altre. Hanno lavorato insieme al lavoro che Marcelle ha presentato quando è stata invitata a rappresentare il Brasile alla Biennale Arte 2017, che ha ricevuto una menzione speciale.

Diego Marcon (1985, Italia) è un artista che indaga gli archetipi delle immagini in movimento combinando le teorie del cinema strutturale con il sentimentalismo dei generi di intrattenimento. Le opere di Marcon sono state esposte a livello internazionale in mostre personali presso Kunsthalle Basel; Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; Fondazione Nicola Trussardi, Milano; e Museo MADRE, Napoli. Tra le mostre collettive più recenti figurano la Biennale Arte 2022; Mudam, Lussemburgo; Museo MACTE, Termoli; e Fondazione Prada, Milano. I suoi film sono stati presentati in festival come Quinzaine des cinéastes, Cannes; International Film Festival Rotterdam; Viennale, Vienna; Festival du nouveau cinéma de Montréal; IndieLisboa, Lisbona; e BFI London Film Festival.

Ari Benjamin Meyers (1972, Stati Uniti) è un artista che vive e lavora a Berlino. Si è formato come compositore e direttore d’orchestra a The Juilliard School, New York City (NY); Yale University, New Haven (CT), e The Peabody Institute presso la Johns Hopkins University, Baltimora (MD). Nel 2007, Meyers si è fatto notare nel contesto delle arti visive e performative come direttore musicale e conduttore della mostra collettiva Il Tempo del Postino (Manchester International Festival nel 2007, e Art Basel nel 2009). Da allora, le opere di Meyers sono state esposte a livello internazionale in istituzioni e festival tra cui Berliner Festspiele; Museum Abteiberg, Mönchengladbach; Festival d’Avignon; Hamburger Kunsthalle; Hamburger Bahnhof, Berlino; MAAT, Lisbona; Beaufort Triennial; V–A–C Foundation, Mosca; OGR, Torino; Museum of Contemporary Art Santa Barbara; Frac Franche-Comté, Besançon; Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Venezia; Liverpool Biennial; Nowy Teatr, Varsavia; Public Art Munich; Kunstinstituut Melly, Rotterdam; Sonic Somatic Festival, Firenze; Biennale de Lyon; e Lenbachhaus, Monaco. Le sue performance Unless e Forecast (LX23) sono attualmente in tour in tutta Europa.

Christian Nyampeta è un artista che vive e lavora a New York, Londra, nei Paesi Bassi e in Ruanda. Nyampeta è uno degli iniziatori del gruppo di lavoro a Nyanza di ARAC – Another Roadmap School, che ha partecipato a documenta fifteen. Le sue mostre più recenti sono state presentate in istituzioni come Shanghai Biennale (2023); Carnegie International, Pittsburgh; Istanbul Biennal; Manifesta 14, Pristina (tutte nel 2022). Nel 2019, Nyampeta ha vinto l’Art Prize Future of Europe del Museum of Contemporary Art, Lipsia, e l’European Union Prize a Bamako Encounters – African Biennial of Photography. Nyampeta è stato il coordinatore di Boda Boda Lounge 2022, un festival di cinema e video arte trans-africano organizzato da Centre d’Art Waza, Lubumbashi. Nyampeta è anche membro della facoltà del Master in Pratica Curatoriale della School of Visual Arts, New York, dove insegna Performance. Nyampeta è membro del consiglio di amministrazione dello Storefront for Art and Architecture di New York e membro del consiglio di amministrazione della rivista November.